Profili di contrasto al cybercrime in iure condito e de iure condendo

  • Vittoria Sveva Zilia Bonamini Pepoli
Parole chiave: Malware, Cybersecurity, Cybercrime, Diritto alla riservatezza, Captatore informatico

Abstract

Nell’era del digitale la nostra vita è ormai legata a doppio filo a smartphone e tablet che ci accompagnano in ogni nostro movimento. è proprio la natura itinerante di tali mezzi che li rende perfetti “contenitori” per accogliere i c.d. captatori informatici, ovvero i malware utilizzati a fini investigativi, per il perseguimento dei reati. In questo lavoro si approfondisce come la giurisprudenza e il legislatore abbiano cercato di regolare l’avvento di questi nuovi mezzi di ricerca della prova nel tentativo di trovare un bilanciamento tra il soddisfacimento dell’interesse pubblico nell’accertamento dei reati, previsto e tutelato dall’art. 112 Cost. relativo al principio dell’obbligatorietà dell’azione penale e l’art. 15 Cost., che sancisce il principio di inviolabilità della riservatezza e segretezza di qualsiasi forma di comunicazione. Al contempo, però, si vuole sottolineare come sia essenziale il contrasto al crimine informatico, attuato anche mediante l’utilizzo di tali strumenti e un adeguato sviluppo di risorse tecnologiche per la sicurezza informatica in grado di creare sistemi che siano “cyber resilienti”. In tal senso, si porta alla luce la duplice natura, benevola e malevola, dello stesso mezzo: il malware.

Biografia autore

Vittoria Sveva Zilia Bonamini Pepoli

Dottoranda presso la Luiss Guido Carli, nel dottorato “Diritto e Impresa”. Nel corso dell’a.a. 2015/2016 ha frequentato il Master di I livello in Cybercrime e informatica forense presso La Sapienza di Roma, Facoltà di Ingegneria dell’informazione, informatica e statistica

Pubblicato
2022-11-22
Come citare
[1]
Zilia Bonamini Pepoli, V.S. 2022. Profili di contrasto al cybercrime in iure condito e de iure condendo. Rivista italiana di informatica e diritto. 4, 2 (nov. 2022), 109-121. DOI:https://doi.org/10.32091/RIID0087.
Sezione
Note e discussioni